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Movimenti Artistici

Museo di grafica e multipli d'autore, d'arte moderna e contemporanea

Arte Cibernetica.

Con tale termine s’intende la produzione artistica degli autori che hanno utilizzato,
nelle proprie opere, sistemi capaci di fare reagire queste a stimoli esterni, come la presenza degli spettatori. Vi è quindi la caratteristica dell’interattività e del feedback tra opera e fruitore. I maggiori esponenti sono: Nam June Paik, R. Ascott, R. Adrian.

Arte Cinetica.

Nasce intorno agli anni ’20, ma si sviluppa intorno agli anni ’50 e ’60. L’Arte Cinetica identifica sia un modo di essere semplice, ma allo stesso tempo complesso. Termine usato per definire un tipo di arte che rappresenta un movimento reale o virtuale. Il termine viene anche applicato ad opere che utilizzano effetti luminosi per trasmettere all’osservatore l’illusione del movimento.

Arte Concettuale.

In questo movimento artistico, diffusosi negli anni ’60 a livello internazionale, l’elemento cruciale si identifica nell’idea che sta dietro l’opera, piuttosto che l’abilità tecnica della sua esecuzione. I “concetti” possono essere comunicati anche con diversi mezzi espressivi, che una volta esposti in gallerie o realizzati per luoghi specifici diventano vera arte. La peculiarità dell’ artista concettuale come creatore di idee, piuttosto che di oggetti, scardina i tradizionali ruoli dell’artista e dell’opera d’arte. Tra gli autori da prendere in considerazione per uno studio più specifico dell’arte concettuale, si ricorda: J. Kosuth, Atkinson, Hurrel, V. Burgin, J. Burn, B. Venet, M. Ramsden, S. Le Witt, Yoko Ono, P. Manzoni.

Arte Concreta.

Movimento nato a Milano nel 1948, al fine di promuovere una forma di rappresentazione astratta non collegata alla realtà, sfruttando, solitamente, le geometrie come elemento fondamentale, senza implicazioni “liriche”. Tra i partecipanti al movimento, si ricordano: B. Munari, G. Bertini, F. Furrer, S. Garau, M. Nigro, G. Mazzon, L. Veronesi, M. Zanuso.

Arte Informale.

Con l’Arte Informale viene identificato un nuovo modo di creare immagini, che esulano dalle forme geometriche e figurative. Nato in Francia intorno al 1950, l’Arte Informale ha sviluppato segni e metodi all’insegna dell’improvvisazione, al fine di scoprire un nuovo linguaggio artistico. Nel tempo si è propagato in altre parti d’Europa

Arte povera.

Termine coniato dal critico Germano Celant alla fine degli anni ’60, per indicare la ricerca
di autori che, attraverso all’uso di materiali senza particolari valori artistici, cercarono il contenuto esistenziale delle cose di tutti i giorni, al fine di creare una nuova esperienza della realtà, anche attraverso una visione ludica. Da non confondere con altri movimenti come il New Dada, in quanto nell’arte povera non vi è il recupero dell’oggetto usato al centro della ricerca, ma l’utilizzo di ciò che non ha una finalità artistica al fine di produrre
l’opera. Tra gli autori: M. Pistoletto, A. Boetti, P. P. Calzolari, J. Kounellis, M. Ceroli, Mario Merz, Marisa Merz, G. Zorio, P. Pascali, P. Gilardi, G. Paolini, L. Fabbro, E. Prini, G. Piacentino.

Art Toy.

Movimento che nasce attorno gli anni 90 e precisamente nel 1995, il cui pioniere fu
Michael Lau. Oggetto di questa corrente artistica sono proprio i giocattoli, che da puro uso ludico, vengono trasformati e caricati di quelle essenze e particolarità che li trasformano in vere e proprie opere d’arte degne del collezionismo e delle case d’aste e gallerie. L’Art toy è l’evoluzione della urban art, della poster art e del pop surrealismo, ma deriva, anche, dal graffitismo e dal fumetto. Gli esponenti più rappresentativi di tale movimento sono: Takashi Murakami, Yoshitomo Nara, Kozik. Negli art toys, scompare l’aspetto funzionale, per dare spazio alle sensazioni ed alle emozioni.

Bad Art.

Movimento sviluppatosi tra Stati Uniti, Germania ed Italia, attorno agli anni ’70, caratterizzato da forme espressive forti, che si svilupparono attraverso a messaggi visivi violenti.

Body Art.

Quando il corpo diventa oggetto del linguaggio artistico e l’autore fa di sé, o di altri partecipanti all’azione, l’elaborato artistico, si è in presenza della Body Art. Il corpo diventa il mezzo attraverso cui esprimere sensazioni, emozioni, pensieri e disagio. I più importanti esponenti della Body art, sono: Gilbert & George, K. Sieverding, B. Eno, L. Castelli, U. Lüthi, G. Pane, G. Desiato, G. Brus, V. Acconci, R. Horn, Y. Kusama, R.
Schwrazkogler, K. Rinke, M. Abramović, Pacus, M. Journiac, H. Nitsch, U. Rosenbach, C. Schneemann.

I prodotti della Body Art, al di fuori della performance, sono le riprese video e fotografiche.

Cobra.

Sigla che indica l’associazione internazionale di artisti provenienti da Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam, attivi dal 1948 al 1951 che partendo dal folclore nordico e dall’onirico svilupparono le loro opere in immagini fantastiche.

Computer Art.

La Computer Art, o Arte Digitale, comprende tutta quella produzione artistica che origina dall’elaborazione in forma binaria, che vede il computer ed il digitale come mezzo di
produzione. Tra i primi pionieri di questa forma d’arte, vi furono, infatti, due programmatori: B. Laposky e M. Frank. I due utilizzarono il calcolatore elettronico per la produzione di immagini astratte. Oggi la Computer Art, grazie ad internet, dà la possibilità di sviluppare progetti collettivi tramite la Net Art o la Web Action.

Copy Art.

Corrente artistica a cui hanno partecipato tutti quegli autori che hanno utilizzato la fotocopiatrice, o sistema xerox, al fine di trarne elaborati estetici di uso comunicativo. Gli autori della Copy Art, sfruttando la ripetizione dell’immagine, la sua deformazione in fase di scansione, il riporto chimico e termico su altro supporto, ecc…, hanno dato origine ad una serie di ricerche espressive da tenere in considerazione in ambito dell’arte contemporanea.

Cubismo.

Movimento segnato dalla produzione di Pablo Picasso e Georges Braque, basata sull’introduzione della quarta dimensione, ovvero il tempo, nello spazio tridimensionale della tela pittorica. Sviluppatosi nel primo ventennio del novecento, il Cubismo nel rielaborare il rapporto tra forma e spazio segnò tutta l’arte ad esso successiva.

Dadaismo.

Identifica un movimento anti-artistico internazionale attivo dal 1915 al 1922. Gli artisti che s’ispirarono a questo movimento vollero ribaltare l’arte tradizionale, al fine di stupire la borghesia. Superando ogni tipo di immaginazione, l’opera d’arte messa in mostra era un prodotto ordinario tolto dall’oggetto originario.

Espressionismo.

Tale forma artistica ha esaltato, nelle opere che le appartengono, i sentimenti più intimi dell’artista, piuttosto che una vera rappresentazione dell’ambiente esterno. Nasce in Germania dal 1905 al 1930. La pittura espressionista è intensa, passionale e fortemente personale, basata sul concetto della tela come veicolo di emozioni.

Espressionismo astratto.

Movimento statunitense, nato a New York e sviluppatosi nelle sua massime forma negli anni 50. Varie furono le ramificazioni di questo movimento che andarono dall’action painting, al dripping al materico.

Fauvisme.

Gruppo di autori denominato “belve”, per via della loro natura selvaggia nel dipingere con colori forti, pennellate incisive, e linguaggio espressivo.

Fluxus.

Il primo evento in questo campo si ebbe nel 1962 con il “Fluxus Internazionale Fest-Spiele Neuester Musik” di G. Maciunas. Il fluxus è un flusso di suoni che creano connessioni fra musica, poesia, arti visive e teatro. Tra i partecipanti storici al fluxus, si ricordano: E. Williams, Nam June Paik, W. Vostell, B. Patterson, L. Gosewitz, A. Knowles, Higgins, P. Corner, G. Brecht, J. Maclow, A. Hansen. I prodotti del fluxus, al di fuori della performance che ne è il principale, sono gli oggetti utilizzati e le documentazioni visive.

Futurismo.

Prima avanguardia storica nata in Italia nel 1909 e pubblicata per la prima volta tramite il “Manifesto” a Parigi. Capisaldi concettuali dei futuristi furono il distacco dallo storico, l’esaltazione della macchina e dell’uomo nuovo lanciato dinamicamente verso il futuro. Per questo, uno dei principali elementi della pittura futurista, fu la ricerca del movimento e della dinamicità sulla tela.

Graffitismo.

Movimento prettamente statunitense che si è sviluppato negli anni ’70, avendo come centro di irradiazione la città di New York. Prendendo spunto dal fenomeno del graffito di
strada e dagli stencil usati per la comunicazione visiva rapida, durante la seconda guerra mondiale, alcuni autori iniziarono ad usare questo linguaggio immediato per la realizzazione delle proprie opere. Si deve comunque tenere in considerazione, che anche artisti non statunitensi, come Francesco Clemente, ebbero contatti con il movimento ed i suoi esponenti. Tra gli autori più importanti si segnalano: J.M. Basquiat, R. Cutrone, Quinones, Futura 2000, A- One, B-One, C-One, Tocsik, Koor, Crash, Wasp, Kano, Daze, Freedom, Lady-Pink, K. Haring, K. Scharf, J. Holzer, D. Baechler, J. Ahearn.

Iperrealismo.

Il termine indica l’operato di quel gruppo di autori statunitensi che, attorno agli anni settanta, vollero riprodurre la realtà, con la pittura e con la scultura, superando la più precisa rappresentazione fotografica di essa. A volte le dimensioni delle cose rappresentate, specialmente in pittura, finivano per essere esaltate, arrivando a grandi misure. Il movimento si sviluppò, successivamente, anche in Europa. Tra gli autori si
ricordano: C. Close, D. Hanson, R. Estes, R. Goings, R. Mc Lean, S. Posen, J. De Andrea, M. Morley, R. Cottingham, J. Salt, G. Richter, D. Gnoli, G. Aillaud, J. Monorj, G. Titus-Carmel, F. Lopez, G. Spadari. Ancora oggi vi sono autori che utilizzano il metodo
iperrealista per le loro rappresentazioni, pur non appartenendo al movimento storicizzato.

Land Art

Gli artisti appartenenti alla Land Art hanno avuto come punto di riferimento la terra, con le sue caratteristiche paesaggistiche su larga scala, la sua natura materiale più intrinseca e le simbologie ad essa collegate. Gli autori della Land Art lavorarono (e lavorano) sul territorio, sia naturale ma a volte anche urbano, esaltando alcuni suoi aspetti o trasformandone parti. Essendo le opere uniche e di grandi dimensioni, dal punto di vista
commerciale, la Land Art produce come materiale per il mercato, fotografie, progetti preparatori, video o piccole parti degli elaborati. In alcuni casi vi sono anche interventi più ridotti e quindi facilmente conservabili in ambito museale o collezioni private.
Tra gli autori più importanti si annoverano: M. Heizer, R. Long, Christo, R. Smithson, W. De Maria, H. Haacke, R. Long, Flanagan, Oppenheim, Boezem, Dibbets, G. Battlle, J. Munstein, A. Geva, G. Marx, H. Fulton, L. Marzot, L. Patella, E. Mattiacci, G. Olivotto, G. Penone.

Metafisico.

Prima che movimento pittorico, la Metafisica fu un momento di riflessione su quella parte di cultura ereditata dal mondo greco che andava sotto questo nome. Essendo la metafisica “ciò che è al di là del fisico” tema delle opere degli autori furono situazioni improbabili dove i rapporti tra luoghi, architetture, oggetti e personaggi, si distaccano dalle normali regole del reale per entrare in quelle dell’onirico.

Minimalismo.

Sviluppatesi negli Stati Uniti intorno agli anni ’70, questo movimento trovò spazio sia nel linguaggio pittorico che scultoreo. Le forme pure, la loro scansione nello spazio, la ricerca nei materiali, spogli da ogni decorativismo, furono elementi principi di questo movimento.

Neo Pop.

Corrente artistica internazionale postmoderna sviluppatasi a partire dagli anni novanta del XX secolo. Deriva dalla Pop Art, dividendosi però in numerosi sottogruppi, cui ognuno si rifà a diversi stili culturali: dal graffitismo urbano al mondo dell’underground;, dall’uso di materiali diversi come plastiche, resine ecc. al mondo dei fumetti giapponesi; dall’urban art al web design. La Neo Pop, il quale identifica gli effetti della globalizzazione e dell’eterogeneità delle culture, può essere considerata come evoluzione della Pop.

New Dada (Nouveau Réalisme).

New Dada e Nouveau Réalisme sono i termini con i quali si denominano il movimento statunitense e quello europeo, che ebbero al centro della propria ricerca “l’oggetto ritrovato” (objet trouvé), ovvero la nuova vita estetica degli oggetti consumati, che da rifiuto vengono risollevati a rango di opera. Tra gli autori si ricordano: M. Rotella, Arman, César, T. Cragg, Christo, L. Nevelson, Y. Klein, J. Tinguely, F. Dufrêne, Deschamps.

Nuova Figurazione Italiana.

Filone della nuova ricerca italiana, ancora oggi in fase di sviluppo, che vede riuniti quegli autori che, distaccandosi dall’astrazione o da altre forme di sperimentazione, utilizzano tela e colori per un ritorno ad un nuovo studio della rappresentazione, rivista con forme e contenuti contemporanei. Tra gli autori si annoverano: M. Grassi, L. De Filippi, Petrus, Vescovi.

Optical art. Arte programmata.

Movimento che si è sviluppato sulla linea astratta, avendo come punto di ricerca lo studio dei fenomeni ottici, capaci di creare illusione dinamiche. Manifestatisi a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, annoverano tra i suoi maggiori esponenti V. Vasarely, G. Alviani, J. Albers, J, Le Parc, J.R. Soto, M. Massironi, A. Biasi, T. Costa, E. Landi, G. Anceschi, G. De Vecchi, G. Varisco, F. Morellet, F. Sobrino, J. Stain, E. Mari, E. Castellani, B. Munari. Per l’arte programmata si ricordano: J.R. Soto, E. Sempere, J. Steele, P. Talmann, C. Megert, U. Demarco.

Poesia Visiva.

La Poesia visiva si basò sulle ricerche di autori che vollero esplorare le potenzialità della parola e della scrittura, soprattutto nella loro forma di citazioni e nella loro valenza estetica di tipo visiva. Gli esponenti che si avvicinarono a quest’area di influenza, sono: L. Pignotti, K. La Rocca, L. Ori, L. Caruso, G. Rubino, F. Piemontese, C. Nazaro, N. Balestrini, A. Giuliani, R. Pedio, A. Porta, E. Isgrò, U. Carrega, A. Spatola, M. Oberto, A. Oberto, V. Accame, M. Bentivoglio, F. Vaccari, R. Vitone, V. Ferrari, C. D’Ottavi, G. Niccolai, M. Nannucci, D. Pignatari, J. Grünewald, P. Garnier, H. Chopin, F. Dufrêne, D. Rot, G. Novelli, C. Parmiggiani, F. Battiato.

Pop art.

Pur essendo polimorfico nel suo insieme di opere prodotte dai vari autori, il movimento della Pop Art ha avuto al centro del suo sviluppo un unico punto di riferimento: essere lo specchio della società del consumo e dei mass-media, nata negli Stati Uniti tra gli anni 50 e 60. La Pop Art non solo ha sviluppano altre realtà contemporanee, come la Scuola di Piazza del Popolo in Italia, ma ancora oggi è punto di riferimento come la Neo Pop.

Spazialismo.

Il pioniere del movimento spazialista fu Lucio Fontana che, agli inizi degli anni ’50 a Buenos Aires, fece dell’arte la focalizzazione sui concetti dello spazio e del tempo. Attraverso il “Manifesto Blanco” Fontana cercò di superare la tradizionale maniera di dipingere la tela, per conferire ad essa una sorta di tridimensionalità: celebri sono i suoi “tagli” effettuati lungo la superficie della tela, proprio per marcare il suo “concetto spaziale”. Tra gli altri importanti esponenti dello spazialismo, si ricordano: R. Crippa, M.
Deluigi, A. Burri, G. Dova, S. Dangelo, C. Peverelli.

Street Art.

Al concludersi del fenomeno del graffitismo, anche per via della morte dei maggiori esponenti come Basquiat e Haring, gli elementi fondanti e la spinta propulsiva del movimento non si spensero, ma riaffiorarono agli inizi degli anni ’90. La Street Art, nome del nuovo movimento, si è sviluppata, appunto, prendendo in considerazione i sistemi della pubblicità e le icone della televisione, cercando di copiarne il linguaggio penetrante ed immediato. Gli autori più significativi sono: Twist, C. Johanson, S. Fairey, Banksy, Blu, Nunca e Os Gemeos, Faile, Jr. Il prodotto artistico, oltre ai site specific, sono gli stickers, i poster, le foto, ecc… Gli stickers (o adesivi) sono elaborati artistici, legati
soprattutto alla produzione dei graffitisti e degli street artists.

Surrealismo.

Il Surrealismo pur essendo nato in Francia attorno agli anni venti, ebbe una ricaduta di tipo internazionale, accogliendo artisti provenienti da altre Nazioni, alcuni dei quali allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che portarono le proprie idee nel Nuovo Continente. Come per la Metafisica, anche il Surrealismo ha come spazio d’azione non quello fisico costretto da regole logiche, bensì quello del sogno e dell’impossibile. Così i quadri surrealisti, anche quando altamente accademici e figurativi, narrano di un mondo spesso inquieto dove le cose finiscono per perdere la loro oggettività.

Transavanguardia.

Movimento organizzato dal critico Achille Bonito Oliva, alla fine degli anni ’70, per riunire quegli artisti che si allineavano all’idea di un ritorno alla tradizione della pittura e
dell’arte in genere. L’autore ritorna ad operare sulla tela, ad utilizzare le tecniche dell’incisione e quelle della scultura tradizionale, con un linguaggio nuovo, anche se a volte basato su citazioni del passato. Degli esponenti si ricordano: S. Chia, F. Clemente, M. Paladino, E. Cucchi, N. De Maria, M. Germanà, N. Longobardi, M. Del Re, S. Mirri, G. Dessì, F. Di Sanbuy. Un movimento parallelo fu quello dei Neo-espressionisti o Nuovi Selvaggi tedeschi: R. Fetting, H. Middendorf, B. Zimmer, Salomé, A. Kiefer, Q.R.
Penck, G. Baselitz, M. Lüpertz, J. Immendorf.

Video Arte.

Nasce dall’esigenza di raccontare e comunicare la realtà (e non solamente descriverla), attraverso la nuova tecnologia quale è il video. La video arte è il connubio tra la produzione creativa ed il progresso tecnologico, il cui prodotto finale è un elaborato che si sviluppa attraverso a tutte le tecnologie, che vanno dal tubo catodico al digitale.
I forieri di questa forma artistica sono: Nam June Paik, F. Plessi, M. Abramovic, B. Viola, W. Vostell, G. Hill, R. Graham, T. Oursler.

YBA.

Acronimo di “Young British Artists”, individua un gruppo di artisti, formatosi a Londra sul finire degli anni ’80, la cui arte si basava principalmente sul recupero di materiali, ma
essenziale per il successo, avvenuto agli inizi degli anni ’90, fu la vita senza regole dei suoi esponenti, come D. Hirst e T. Emin. Colui che supportò fin dall’inizio e che ne influenzò il relativo successo per la sua notorietà, fu il gallerista Charles Saatchi.