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ALIGI SASSU: biografia ed opere

Museo di grafica e multipli d'autore, d'arte moderna e contemporanea

Aligi Sassu nacque a Milano il 17 luglio 1912. Grazie al al padre (uno dei fondatori del Partito Socialista italiano a Sassari), che aveva una forte amicizia con Carlo Carrà, il suo interesse per l’arte ebbe inizio a soli 7 anni, a seguito della visita all’Esposizione Nazionale Futurista presso la Galleria Moretti di Palazzo Cova. Durante la frequenza della scuola elementare Aligi Sassu si appassionò ai cavalli che divennero il soggetto principale dei suoi lavori. Appassionato all’arte futurista fu presto costretto a lasciare gli studi a causa di problemi economici familiari: dapprima lavorò come apprendista presso un’officina litografica ed a seguire come aiutante presso un decoratore murale. Nonostante tutto riuscì a completare gli studi. Insieme all’amico Bruno Munari, conobbe il fondatore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti: questo incontro fu decisivo per la sua carriera, infatti nel 1928 fu invitato da Marinetti a partecipare alla Biennale di Venezia. Qualche tempo dopo, insieme a Bruno Munari definì il Manifesto della Pittura “Dinamismo e Riforma Muscolare”, avendo come presupposto la rappresentazione di forme dinamiche anti-naturalistiche. Tra il 1927 ed il 1929 i soggetti principali di Aligi Sassu riguardarono l’ambito dello sport, delle industrie e delle macchine, ideando opere dai titoli “I Ciclisti”, “I minatori”, “L’operaio”, “Pugilatori” e “Uomini Rossi”. Nel 1935 formò il Gruppo Rosso insieme a Nino Franchina, Vittorio della Porta ed altri. Nel 1936 crea uno dei suoi quadri più famosi “Il Caffè” che rappresenta la Coupole di Parigi. A seguire fu accusato di complotto ed incarcerato al Regina Coeli di Roma. Durante questo periodo produce disegni con soggetti mitologici e di carcerati. Nel 1938 venne graziato ma solamente tre anni dopo potè ricominciare ad esporre. Negli anni ’60 iniziò un nuovo periodo in Spagna a cui appartengono le opere Tauromachie. Del 1968 è lanno delle opere di gradi dimensioni, come “Il Che Guevara” donato al Museo de L’Avana. La sua prima mostra antologica si ebbe a Ferrara nel 1984, presso il Palazzo dei Diamanti, seguita da altre tenutesi a Roma, presso Castel Sant’Angelo e a Milano al Palazzo Reale. Nel 1986 partecipa alla XI Quadriennale di Roma ed alla Triennale di Milano. Dieci anno dopo, a seguito di una donazione di 356 opere alla città di Lugano, nasce la Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares.

Morì a Pollença il 17 luglio del 1996