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BRUNO CASSINARI: biografia e opere

Museo di grafica e multipli d'autore, d'arte moderna e contemporanea

Bruno Cassinari nasce a Piacenza il 29 Ottobre 1912. Nel 1926 si iscrive alla scuola d’arte e successivamente frequenta e si laurea presso l’Accademia di Brera. Nel 1933 partecipa ad una mostra collettiva nella sua città natale; i suoi dipinti, esposti per la prima volta al pubblico, vengono definiti, dal critico Giuseppe Donazzi, “spirituali, semplici e grotteschi”. Nel 1938 nasce il periodico “Corrente di Vita Giovanile” e comincia l’amicizia con Ernesto Treccani, Ennio Morlotti, Renato Guttuso, Renato Birolli e altri giovani artisti antinovecentisti, uniti dalla necessità di una libera ricerca espressiva. Partecipa alla Permanente di Milano , ai “Prelittoriali d’Arte” e alla “IX Mostra d’arte del Sindacato interprovinciale fascista”. Partecipa a diverse edizioni della Biennale di Venezia dove, nella XXVI edizione, vince il Gran premio della Pittura italiana. Nel 1956 partecipa alla mostra itinerante “Italian Art of the XX Century” allestita nei musei delle principali città australiane e curata da Enrico Prampolini. Delle altre mostre internazionali si ricordano : “Peintres et sculpteurs italiens du Futurisme à nos jours” al Musée d’Art et d’Industrie di Saint-Etienne, “20th Century Italian Painting and Sculpture from the Estorick Collection” alla South London Art Gallery, “Jahresausstellung mit italienischen Malern” a Darmstadt. Espone a Milano con grandi nomi del calibro di: Ajmone, Birolli, Dova, Gentilini, Fontana, Morlotti e Scanavino, presso la Galleria Pater.

Muore a Milano nel 1992.

Ha scritto di lui, Elio Vittorini: ”…dedizione mistica. E gli viene dal sangue; bisogno di frugare, scavare nel mondo, sudando anche sangue stesso, per strappargli grida di colore. Mai un pittore giovane dei nostri tempi è stato  fin dal principio così deciso nel bisogno di ottenere dal colore e solo dal colore un risultato di profondità. Gli ultimi paesaggi di Cassinari sono opere che già possono prendere posto nella storia dell’arte italiana contemporanea…Una grazia gli ha perforato le mani…”