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ELISEO MATTIACCI: biografia e opere

Museo di grafica e multipli d'autore, d'arte moderna e contemporanea

Eliseo Mattiacci: biografia

Nato a Cagli, il 13 novembre del 1940, Eliseo Mattiacci svolse la sua prima formazione artistica presso l’Istituto Statale d’Arte di Cagli e successivamente concluse il percorso nel 1959 a Pesaro. La prima esposizione risale al 1961, quando partecipa ad una collettiva di giovani artisti, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma che gli valse il primo premio. A tale esposizione partecipò con l’opera, realizzata con materiali di recupero assemblati,” Uomo meccanico”. Trasferitosi a Roma nel 1964, iniziò a frequentare l’ambiente artistico e culturale della Capitale. Nel 1967 la galleria La Tartaruga, di Piazza del Popolo, gli dedicò una mostra personale. L’opera presentata cattura l’attenzione della critica e ciò permise a Mattiacci di ripresentare la sua installazione, realizzata con un tubo di ferro snodabile giallo, in occasione di altre esposizioni, come “Arte Povera” e “Im-Spazio”. Questa attività espositiva gli permise di entrare in contatto con Germano Celant, artefice del fenomeno Arte Povera. Iniziano inoltre le esposizioni con altri autori dello stesso movimento, come Pino Pascali. Comincia la produzione di opere che sfruttando il magnetismo di calamite, come per l’opera Calamita e trucioli, della collezione Maramotti di Regio Emilia. Nonostante i suoi esordi con l’arte povera, al fine di non identificare il proprio operato con uno specifico movimento, nel 1969 decise di non partecipare alla mostra “Arte povera +azioni povere” . Alla fine degli anni Sessanta Mattiacci inizia ad interessarsi alla performance artistica. Nel 1976 riceve il Premio Bolaffi. Nel 1981 Gli viene dedicata una personale presso il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, con L’artista Vito Acconci. L’interesse per l’astronomia che si sviluppa in Mattiacci a partire dagli anni ottanta, lo portò alla produzione delle “Opere spaziali – cosmiche – astronomiche”. Nell’agosto del 1986 espone l’opera Carro solare del Montefeltro, in una mostra a con Enzo Cucchi a Pesaro. Nel 1988 gli viene dedicata una sala personale alla XLXIII Biennale di Venezia. Gli anni 90 sono caratterizzati da installazioni monumentali permanenti e temporanee. Oggetto della ricerca artistica diventa il paesaggio, dove Mattiacci mette in scena fenomeni legati alla precarietà dell’equilibrio. E’ del 1993 una grande mostra presso gli spazi Prada Milano Arte e una esposizione organizzata dall’Istituzione Premio Marche. Numerose furono le attività espositive di Mattiacci, tenutesi tra gli anni novanta e duemila. Nel 2006 installò al Mart di Rovereto l’opera “Sonda Spaziale”. Eliseo Mattiacci si spegne il 25 agosto 2019 a Fossombrone.