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EMILIO SCANAVINO: biografia ed opere

Museo di grafica e multipli d'autore, d'arte moderna e contemporanea

Emilio Scanavino: biografia

Nato a Genova il 28 febbraio del 1922, Emilio Scanavino iniziò gli studi artistici iscrivendosi nel 1938 al Liceo Artistico Nicolò Barabino, presso la stessa città natale. Nel 1942 tenne la prima mostra personale presso il Salone Romano di Genova. Continuò gli studi iscrivendosi alla Facoltà di Architettura dell’Università di Milano. Nel 1947, in occasione di un periodo passato a Parigi, conobbe Edouard Jaguer e Camille Bryen. Questo periodo francese fu importante per il percorso artistico di Scanavino e per il suo stile, soprattutto in riferimento all’esperienza postcubista che fece propria, reinterpretandola già nei lavori esposti nel 1948, in occasione della mostra presso la Galleria Isola di Genova. Nel 1950 espose alla venticinquesima Biennale di Venezia. Del 1951 durante un soggiorno a Londra, venne organizzata una sua mostra alla Apollinaire Gallery. In questo periodo londinese, ebbe modo di conoscere artisti come Francis Bacon ed Eduardo Paolozzi. Sempre nel 1951 aprì il suo studio a Milano. Nel 1952 lavorò presso la fabbrica Ceramiche Mazzotti, ad Albissola Marina, dove ebbe modo di conoscere Lucio Fontana, Roberto Matta, Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Aligi Sassu ed altre figure di spicco del panorama artistico del tempo. Del 1954 è la seconda partecipazione alla Biennale di Venezia. Nel 1955 ricevette il premio Graziano e nel 1958 tornò alla Biennale, con una sala dedicatagli. Sempre nel 1958 firmò un contratto con la Galleria del Naviglio e si trasferì a Milano. Vari furono i premi che continuò a ricevere negli anni a seguire, come il Premio Spoleto del 1960, il Premio Sassari e il Premio Lignano. Sempre nel 1960, ebbe un altro invito, con sala personale, alla Biennale di Venezia. Nel 1968 si trasferisce a Calice Ligure. Nel 1970 gli fu assegnato il Gran Premio della Biennale di Mentone. Per la Biennale di San Paolo del Brasile, nel 1978, realizza l’opere “Omaggio all’America Latina”. Nonostante gravi problemi legati alla salute, Emilio Scanavino continuò a lavorare e a partecipare a mostre, come la Quadriennale di Roma del 1986. Si spense a Milano il 28 dicembre dello stesso anno.