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SALA ARANCIONE: PRIMO ‘900 – ARTE MODERNA

Museo di grafica e multipli d'autore, d'arte moderna e contemporanea

Clicca sulle immagini per iniziare il tour virtuale delle opere di Marino Marini, Giacomo Manzù, Aligi Sassu, Salvatore Fiume, Ennio Morlotti, Mino Maccari, Bruno Cassinari, Michele Cascella, Franco Gentilini, Carlo Levi, Bruno Saetti.

Autore di una delle più grandi trasformazioni della scultura nel ‘900, Marino Marini ha innovato il linguaggio dell’arte anche in pittura e nell’arte incisoria, con un forte respiro internazionale, costruito su conoscenza e frequentazione di autori a lui contemporanei, quali Moore, Picasso e Dalì.

Giacomo Manzù (Bergamo 1908 – Roma1991) è stato uno degli esponenti massimi della figurazione del primo 900.

Aligi Sassu nasce a Milano il 17 luglio 1912. Nel 1921 si trasferisce in Sardegna con la famiglia dove inizia la passione per la figura del cavallo. Tornato a Milano, inizia ad interessarsi all’arte, grazie anche al padre. Il suo esordio nel mondo dell’arte si ebbe quando, insieme a Bruno Munari, venne a sapere che Filippo Tommaso Marinetti avrebbe incontrato giovani artisti all’Hotel Corso.
Marinetti li indica come ” due giovani promesse dell’arte italiana” e nel 1928 invita Sassu a mandare due opere alla Biennale di Venezia: Nudo plastico e l’Uomo che si abbevera alla sorgente. Muore il 17 luglio 2000 a Pollença.

Salvatore Fiume nasce a Comiso (Ragusa) il 23 ottobre del 1915. Sviluppò le sue conoscenze sulle tecniche di stampa ad Urbino, dopo aver vinto una borsa di studio per il Regio Istituto per l’Illustrazione del Libro. Nel 1938 inizia a lavorare per la Olivetti come art director di una rivista culturale. il 1949 fu l’anno del successo per Salvatore Fiume: il direttore del MoMA, Alfred H. Barr Jr, acquistò, durante una sua mostra alla Galleria Borromini di Milano, l’opera “Città di Statue” del 1947. Nel 1950 partecipa alla Biennale di Venezia ed ottiene una pagina sulla rivista americana “Life”. Dopo una vita di successi muore all’età di 98, il 23 ottobre del 2013.

Autore appartenente a Corrente, Ennio Morlotti è stato uno degli artisti italiani che hanno dato nuova vita alla figurazione. Nasce a Lecco nel 1910, muore a Milano nel 1992.

Brillante esponente della rappresentazione nel panorama dell’arte italiana del primo ‘900, Mino Maccari ci ha lasciato, attraverso le sue opere, una visione critica delle virtù e dei vizi di una società in cambiamento. Mino Maccari nasce a Siena nel 1898, muore a Roma nel 1989.

Ha scritto di lui, Elio Vittorini: “…dedizione mistica. E gli viene dal sangue; bisogno di frugare, scavare nel mondo, sudando anche sangue stesso, per strappargli grida di colore. Mai un pittore giovane dei nostri tempi è stato fin dal principio così deciso nel bisogno di ottenere dal colore e solo dal colore un risultato di profondità. Gli ultimi paesaggi di Cassinari sono opere che già possono prendere posto nella storia dell’arte italiana contemporanea…Una grazia gli ha perforato le mani…

Segni distintivi della sua arte sono sicuramente la padronanza del disegno, sviluppato attraverso la grafica e la pittura, unita ad una grande capacità compositiva, il tutto completato dal genio cromatico. Tutte queste caratteristiche appena citate, dell’arte di Michele Cascella, sono in fine valorizzate da una freschezza del segno, tipico ed identificativo delle sue opere.

Franco Gentilini viene definito come l’artista della joie de vivre, anche se quella gioia è deturpato dalla perdita di un mondo ideale, frantumato dalla guerra e dalla premonizione della nascente società di massa. Dalla metà degli anni cinquanta le sue figure (famose le sue donne ispirate all’attrice Kim Novak) e composizioni, si trasformano verso l’essenzialità geometrica, assumendo quasi una bidimensionalità piena di effetti cromatici e ritmici del colore. La pittura di Gentilini si aggancia alla tradizione popolare, riabilitando l’aspetto grafico della pittura. Gentilini viene considerato uno dei maggiori artisti figurativi italiani del novecento.

La maternità secondo Bruno Saetti. Il tema della maternità è molto sentito dall’autore, quasi sempre presente nelle sue opere, come voler donare un gesto di dolcezza e gratitudine.