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SALA ROSSA: ULTIMO ‘900 e NUOVO SECOLO

Museo di grafica e multipli d'autore, d'arte moderna e contemporanea

Tour virtuale delle opere di Omar Galliani, Marco Lodola, Maurizio Galimberti, Giuliano Vangi, Guido Crepax, Ugo Nespolo, Marco Cingolani, Fabio Novembre, Cracking Art, Jonathan Guaitamacchi, Luigi Ontani.

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Omar Galliani nasce a Monteccchio Emilia (Reggio Emilia) nel 1954. Docente di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, tra le sue esposizioni principali si ricordano tre partecipazioni alla Biennale di Venezia.

Marco Lodola nasce a Dorno il 4 aprile del 1955. Conosciuto soprattutto per le sue sculture luminose, ovvero sagome in plexiglas, illuminate con tubi luminosi. Le opere esposte sono pennarelli e matite su cartoncino.

Maurizio Galimberti riesce in un istante a visualizzare una complessa scomposizione dell’immagine da ritrarre, matematica e geometrica nel suo rigore e musicale nell’armonia d’insieme, che realizza di getto leggendo le note nella sua mente.

L’opera di Giuliano Vangi non si basa sull’iperrealismo di superficie, ma realismo che guarda alle più profonde nature dell’essere umano.

L’avventura artistica di Guido Crepax inizia nella prima metà del ‘900, aprendo un percorso linguistico che ancora oggi ci da una sensazione di contemporaneo che lo rende atemporale.

La produzione di Ugo Nespolo si distingue sia per creatività e continua ricerca, che per il gran numero di opere ideate da una delle più brillanti menti artistiche del ‘900, capace di non legarsi ad una specifica corrente artistica, rimanendo, ancora oggi, al passo con i tempi.

Marco Cingolani è nato a Como nel 1961.Nel 1978 frequenta l’ambiente creativo di Milano, nel periodo in cui prendeva forma una nuova tendenza artistica collegata alle potenzialità comunicative dei moderni mass media.

Forma classica e ricerca di design, si uniscono nel lavoro di Fabio Novembre, creando esperienze estetiche uniche e proiettate nel futuro.

L’attività del Cracking Art Group si basa principalmente nel realizzare animali in plastica riciclabile, nell’intento ultimo di effettuare installazioni presso piazze, strade e luoghi aperti al pubblico. Infatti i componenti scelsero questo nome, non solamente per identificare una “rottura” nell’arte contemporanea, ma soprattutto per evidenziare la profonda diversità tra materia naturale con quella artificiale ed attraverso l’arte promuovere la salvaguardia e la protezione di tutto ciò che è natura.

Le opere che hanno segnato il suo stile sono le città in bianco e nero, forti ed incisive immagini prodotte da segni decisi capaci di evocare metropoli infinite.

Il mito mediterraneo trova il proprio spazio sulla superfice pittorica di Fernando De Filippi, creando un intreccio di personaggi, simboli e geometrie.

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